Profondità di scarica delle batterie al litio: cos’è il DoD e quanto incide sulla durata

Profondità di scarica

La profondità di scarica di una batteria al litio è uno dei parametri più importanti per capire come utilizzare correttamente l’accumulatore e quanto a lungo potrà mantenere buone prestazioni. Nelle schede tecniche viene indicata con la sigla DoD, dall’inglese Depth of Discharge, ma il suo significato non è sempre immediato.

In termini semplici, il DoD indica quanta parte dell’energia disponibile è stata utilizzata. Una profondità di scarica del 30% significa che è stato consumato il 30% della capacità; un DoD dell’80% indica che ne è stato utilizzato l’80% e che rimane circa il 20% di carica.

Comprendere questo valore aiuta a dimensionare meglio l’impianto, valutare l’autonomia realmente disponibile e adottare abitudini che favoriscono una maggiore durata nel tempo.

Profondità di scarica batteria al litio: cosa significa davvero

Il DoD è strettamente legato allo stato di carica, indicato con la sigla SoC, cioè State of Charge. I due valori descrivono la stessa situazione da prospettive opposte:

  • SoC 100% corrisponde, in linea teorica, a DoD 0%;
  • SoC 70% corrisponde a DoD 30%;
  • SoC 20% corrisponde a DoD 80%;
  • SoC 0% corrisponderebbe a DoD 100%.

Nell’uso reale, però, il valore mostrato dal display non coincide necessariamente con il limite elettrochimico assoluto delle celle. Il BMS, cioè il sistema elettronico di gestione della batteria, può mantenere una riserva di sicurezza per impedire che la tensione scenda sotto livelli critici.

Quando una batteria segnala lo 0% o interrompe l’erogazione, quindi, non significa necessariamente che nelle celle non sia rimasta energia. Significa che è stata raggiunta la soglia minima prevista dal produttore.

Come il DoD influisce sul numero di cicli

In generale, scariche meno profonde sottopongono le celle a uno stress inferiore rispetto a scariche complete ripetute. Una batteria utilizzata regolarmente tra il 100% e il 50% di carica può quindi sostenere più cicli parziali rispetto a una batteria portata ogni volta vicino al limite minimo.

Questo non significa che una batteria al litio non possa essere scaricata profondamente. Le moderne batterie, soprattutto quelle al litio-ferro-fosfato, offrono una capacità utilizzabile più ampia rispetto alle tradizionali batterie al piombo. È però importante distinguere tra ciò che è consentito e ciò che conviene fare ogni giorno.

Il numero di cicli dichiarato dal produttore deve sempre essere letto insieme alla profondità di scarica utilizzata nel test. Una batteria indicata per un certo numero di cicli all’80% di DoD non può essere confrontata direttamente con un’altra testata al 50% o al 100%.

Per approfondire il rapporto tra cicli, capacità residua e condizioni di utilizzo, è utile consultare anche la nostra guida su quanto dura una batteria al litio.

Ciclo completo e ciclo equivalente

Un ciclo non coincide necessariamente con una singola ricarica. Se oggi si utilizza il 30% della capacità e domani un altro 70%, il consumo complessivo corrisponde a un ciclo equivalente completo.

Allo stesso modo, due scariche del 50% equivalgono, dal punto di vista energetico, a una scarica del 100%. Conta quindi l’energia complessivamente caricata e scaricata, non soltanto quante volte il caricabatterie viene collegato.

Per questo ricaricare una batteria al litio prima che sia completamente scarica non rappresenta un problema. Le batterie al litio non devono essere portate periodicamente allo 0% per evitare il cosiddetto effetto memoria.

È meglio scaricare al 50%, all’80% o al 100%?

Non esiste una soglia ideale valida per ogni applicazione. La scelta dipende da autonomia richiesta, capacità installata, frequenza di utilizzo e durata attesa.

Un DoD del 50% può essere adatto quando la batteria viene usata molto spesso e si dispone di una capacità abbondante. Un DoD dell’80% rappresenta spesso un buon compromesso tra autonomia e conservazione delle prestazioni. Arrivare occasionalmente vicino al 100% della capacità utilizzabile può invece essere necessario quando serve sfruttare tutta l’energia disponibile.

Su un camper, per esempio, una batteria da 100 Ah utilizzata con DoD dell’80% mette a disposizione, in modo semplificato, circa 80 Ah. In un’applicazione professionale può essere preferibile installare una capacità maggiore per ridurre la profondità di scarica giornaliera e mantenere un margine operativo.

Quando si dimensiona un sistema a 12V, quindi, non basta considerare la capacità nominale. Bisogna valutare anche quanta capacità sarà realmente utilizzabile. La pagina dedicata alle batterie al litio 12V aiuta a inquadrare le principali caratteristiche di questa tipologia di accumulatori.

Cosa succede quando la batteria viene scaricata troppo

Se la tensione scende sotto la soglia minima, il BMS può scollegare l’uscita per proteggere le celle. In questa condizione la batteria può sembrare inattiva e il caricabatterie deve essere compatibile con la procedura di riattivazione prevista.

Lasciare una batteria scarica per lungo tempo è più rischioso che raggiungere occasionalmente una scarica profonda e ricaricarla subito. Anche a utenze spente possono rimanere piccoli assorbimenti dovuti a centraline, display, antifurti o sistemi di monitoraggio.

Per evitare problemi è consigliabile:

  • non lasciare la batteria a lungo completamente scarica;
  • verificare la presenza di assorbimenti residui;
  • utilizzare un caricabatterie compatibile;
  • rispettare i limiti indicati dal produttore;
  • controllare periodicamente lo stato di carica durante l’inutilizzo.

Queste attenzioni completano le indicazioni raccolte nell’approfondimento sulla manutenzione delle batterie al litio.

Il DoD va valutato insieme agli altri parametri

La profondità di scarica non determina da sola la durata della batteria. Temperatura, corrente di carica e scarica, qualità delle celle, dimensionamento e gestione del BMS contribuiscono al degrado nel tempo.

Una batteria scaricata soltanto al 50%, ma sottoposta continuamente a temperature elevate o correnti superiori a quelle previste, può deteriorarsi più rapidamente di una batteria utilizzata all’80% nelle condizioni corrette.

Il DoD non deve quindi diventare un limite rigido, ma uno strumento di progettazione e gestione. Conoscerlo permette di scegliere una capacità coerente con i consumi, evitare scariche eccessive non necessarie e interpretare correttamente i dati dichiarati nelle schede tecniche.

La soluzione migliore è sempre quella dimensionata sull’applicazione reale: una batteria adeguata deve garantire l’autonomia richiesta con un margine sufficiente per lavorare in sicurezza e mantenere prestazioni affidabili nel tempo.

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